Assault City
Uno sparatutto su binari che immerge il giocatore nel cuore di una rivolta robotica, offrendo supporto sia per la pistola ottica che per il joypad tramite due distinte versioni su cartuccia. Questa è la seconda edizione, che supporta la Light Phaser al posto del pad. Sviluppato in Giappone ma distribuito esclusivamente nei territori PAL.
Descrizione
Assault City narra una rivolta in un futuro prossimo in cui i robot, originariamente progettati per il lavoro e i servizi domestici, si ribellano all’umanità sotto l’influenza di un sistema di controllo corrotto. Il giocatore veste i panni di Joe, uno degli ultimi combattenti umani, incaricato di smantellare le roccaforti nemiche e ripristinare l’ordine. Il gioco si sviluppa come uno sparatutto a scorrimento, con i nemici che emergono dai bordi dello schermo mentre lo scenario avanza costantemente. Furono distribuite due edizioni: una compatibile esclusivamente con il controller standard e una seconda che supportava la periferica Light Phaser; questa copia appartiene alla seconda categoria. La fase di sfida iniziale regola persino la difficoltà in base alla precisione del giocatore, un accorgimento tecnico decisamente avanzato per l’epoca. Dal punto di vista estetico e tematico, il titolo attinge pesantemente alle narrazioni post-apocalittiche rese celebri da pellicole come Terminator, offrendo fondali industriali, nemici meccanici e scontri con i boss che si frantumano pezzo dopo pezzo sotto il fuoco incessante. Rispetto ai primi esponenti del genere light gun, come Duck Hunt o Safari Hunt, il titolo tentò di introdurre un taglio più cinematografico e un contesto narrativo, sebbene il formato a scorrimento ne limitasse la varietà. Il suo design si colloca accanto ad altri esperimenti del Master System per la Light Phaser, come Rescue Mission e Gangster Town, che cercarono di espandere l’esperienza casalinga oltre il semplice tiro al bersaglio. La critica dell’epoca elogiò la precisione dei comandi e il design dei boss, pur sollevando dubbi sulla ripetitività delle fasi iniziali e sulla narrazione sintetica. Trattandosi di un’esclusiva per il mercato PAL, rimane un titolo solido, meno noto, che provò a innovare il genere light gun pur scontrandosi con i limiti tecnici dell’hardware.
Scheda Tecnica
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