Manhunt
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Game Disc
Una versione potenziata dello stealth-action più controverso dell’era 128-bit, arricchita da un comparto grafico migliorato e dall’uso pionieristico dell’headset per rilevare i rumori ambientali. Il lancio fu segnato da polemiche globali, che in Australia portarono al bando totale del gioco poco dopo la sua uscita.
Descrizione
Manhunt è un titolo action brutale e orientato allo stealth che segue le vicende di James Earl Cash, un detenuto nel braccio della morte che, dopo essere scampato all’iniezione letale, viene costretto a partecipare a una serie di snuff movie clandestini. I giocatori devono muoversi in ambienti urbani degradati, braccati da bande violente, facendo affidamento sull’oscurità e sull’esecuzione silenziosa dei nemici con armi di fortuna come sacchetti di plastica, frammenti di vetro e mazze da baseball.
Questa conversione per Xbox giunse diversi mesi dopo l’originale per PlayStation 2, introducendo miglioramenti significativi, tra cui integrazioni hardware che hanno alterato profondamente l’esperienza di gioco. La caratteristica distintiva fu l’uso dell’headset Xbox Live Communicator: una volta collegato, la voce dell’antagonista, il Regista (doppiato da Brian Cox), veniva isolata dagli altoparlanti del televisore e trasmessa direttamente nell’auricolare del giocatore. Inoltre, il microfono veniva monitorato dal motore di gioco: qualsiasi rumore, tosse o conversazione nella stanza reale allertava i nemici, aggiungendo un livello di tensione estrema alle meccaniche stealth. Il port beneficiava anche della potenza della console Microsoft, offrendo texture più nitide, tempi di caricamento ridotti e supporto alla risoluzione 480p.
In Australia, la storia della classificazione del gioco è tristemente nota per la sua turbolenza. Sebbene l’edizione PlayStation 2 fosse riuscita a ottenere una valutazione MA15+ a fine 2003, il clamore mediatico globale sulla violenza del titolo spinse l’ente di classificazione a una revisione completa. Nel settembre 2004, la classificazione fu revocata e Manhunt venne classificato come Refused Classification (RC) a causa dell’assenza di un rating 18+ all’epoca, rendendo il gioco proibito e trasformando le copie locali in veri e propri oggetti di culto per i collezionisti.
Al lancio, la critica lodò l’atmosfera soffocante, il doppiaggio agghiacciante e l’uso innovativo dell’headset, pur segnalando meccaniche di combattimento corpo a corpo talvolta macchinose. Retrospettivamente, rimane uno dei titoli più oscuri e intransigenti mai prodotti da Rockstar, confermandosi come un’esperienza stealth-horror emblematica della sesta generazione.
Scheda Tecnica
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