Dragon Quest Monsters: Terry no Wonderland
ドラゴンクエストモンスターズ テリーのワンダーランド-
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Il capostipite della serie Dragon Quest Monsters, un RPG in cui il giovane Terry, proveniente da Dragon Quest VI, giunge nel regno di Taiju per salvare la sorella Milly. Un titolo ibrido Game Boy Color che, nella sua prima tiratura, presentava la curiosa particolarità di essere alloggiato in una cartuccia grigia anziché in quella nera, divenuta poi lo standard per i giochi di questo tipo.
Descrizione
Dragon Quest Monsters: Terry no Wonderland si distacca dalla struttura classica della serie principale: Terry non combatte in prima persona, ma guida una squadra di creature reclutate in scontri a turni. È possibile convincere i mostri selvatici a unirsi al gruppo offrendo loro della carne durante la battaglia, per poi addestrarli, custodirli nella Fattoria dei Mostri e utilizzarli come pilastri per formazioni sempre più temibili. Il fulcro dell’esperienza risiede nell’allevamento: unendo due mostri è possibile generare un uovo da cui nascerà un esemplare capace di ereditare statistiche e abilità dai genitori. La progressione non si basa quindi su una squadra fissa, ma su un ciclo costante di esperimenti genetici per tramandare le tecniche più utili di generazione in generazione. L’esplorazione avviene tramite i Cancelli dei Viaggiatori, portali per mondi generati proceduralmente, ognuno dei quali nasconde creature da reclutare, oggetti preziosi e un boss che attende al piano inferiore. Tra un’incursione e l’altra, Terry fa ritorno al regno per gestire i propri protetti, partecipare alle sfide dell’arena e scalare le vette del Torneo della Notte Stellata. Guardando al passato, è naturale accostare questo titolo ai colossi del genere dell’epoca, ma sebbene condivida l’idea del collezionismo, l’identità di Dragon Quest Monsters: Terry no Wonderland vira decisamente verso la complessità degli alberi genealogici e la costruzione di un party tattico in puro stile Dragon Quest. Il risultato è un RPG portatile dalla profondità sorprendente. Nota storica per i collezionisti: questa versione iniziale fu distribuita in una cartuccia grigia standard anziché nella classica scocca nera prevista per i titoli ibridi Game Boy Color, un errore corretto solo nelle tirature successive.
Scheda Tecnica
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