Phantasy Star II
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Un GDR science-fantasy a 16-bit di riferimento firmato Sega, tra i primi titoli per Mega Drive, ambientato in un vasto mondo da 6-megabit un millennio dopo l’originale.
Descrizione
Phantasy Star II è ambientato 1.000 anni dopo gli eventi del capitolo originale per Master System. Il sistema solare di Algo è ora sotto la supervisione di Mother Brain, una vasta rete informatica che ha trasformato il deserto di Mota in una fertile utopia. Questa pace viene però minacciata dall’improvvisa comparsa di “biomostri” e dai malfunzionamenti di Mother Brain. Il giocatore assume il controllo di Rolf, un agente governativo tormentato dalle visioni di Alis Landale, l’eroina del primo capitolo, mentre indaga sulla crisi con l’aiuto di Nei, un’alleata metà umana e metà biomostro, e di un gruppo di compagni in continua espansione.
Il gioco vanta una trama complessa e dai toni maturi, con dungeon vasti e un tasso di sfida spesso proibitivo. Fu uno dei primi GDR per console a 16-bit a fare il suo debutto verso la fine degli anni ’80. Sotto il profilo estetico, il titolo risente del periodo di transizione, con sprite dei personaggi che, a una prima occhiata, potrebbero essere confusi con quelli di un’epoca a 8-bit.
La struttura di gioco abbandona i dungeon in prima persona del predecessore per adottare una visuale dall’alto durante l’esplorazione, mantenendo combattimenti a turni con inquadratura in terza persona. Il party può includere fino a quattro membri, selezionati da un roster di otto personaggi, ognuno dotato di armi, armature e tecniche peculiari. Il titolo è inoltre passato alla storia per essere stato il primo GDR su console a utilizzare una cartuccia da 6-megabit, rendendolo il gioco per sistemi domestici più vasto del suo tempo. Essendo un genere di primaria importanza in Giappone, ha contribuito a gettare le basi per l’imminente epoca d’oro dei 16-bit.
La distribuzione PAL è stata un evento significativo, considerando quanto i GDR fossero rari sul mercato europeo nel 1990. La confezione includeva un corposo manuale in lingua inglese e una mappa pieghevole di Mota, essenziale per orientarsi tra dungeon tristemente noti per la loro complessità. L’accoglienza in Europa fu positiva tra i primi entusiasti, con la critica che elogiò l’ambizione narrativa e la portata del titolo, sebbene l’elevata difficoltà e il prezzo di listino ne abbiano limitato la diffusione di massa.
Scheda Tecnica
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