Ore no Shikabane o Koete Yuke
Un RPG basato sul lignaggio, unico nel suo genere, caratterizzato da un’estetica ispirata all’Ukiyo-e e da una focalizzazione meccanica sulla crescita generazionale di un clan maledetto. Il gioco sovverte le strutture tradizionali sostituendo i protagonisti permanenti con un ciclo costante di mortalità e procreazione divina, offrendo un’esperienza profonda e stratificata.
Descrizione
Ore no Shikabane o Koete Yuke (il cui titolo si traduce con ‘Passa sopra il mio cadavere’) è un gioco di ruolo peculiare che si distacca nettamente dalle tendenze cinematografiche e dai protagonisti fissi tipici del suo periodo. L’opera si distingue per una direzione artistica folgorante, che richiama lo stile tradizionale Ukiyo-e, conferendo ad ambienti e creature l’aspetto di antiche stampe giapponesi in movimento. Questa scelta estetica, unita a un sistema di gestione del lignaggio procedurale, lo ha consacrato come una voce fuori dal coro rispetto ai canoni del genere fantasy che dominavano il mercato degli RPG alla fine degli anni ’90. La vicenda ruota attorno alla tragica maledizione scagliata dal demone Shuten Douji su un clan nobile. Il maleficio impone un limite temporale di soli due anni di vita per ogni membro e impedisce la procreazione con gli esseri umani. Per sopravvivere e ottenere la propria vendetta, il clan deve celebrare il ‘Rito dell’Unione Divina’, accoppiandosi con divinità ispirate alla tradizione shintoista per trasmettere tratti e tecniche alle generazioni future. La narrazione si concentra sulla lotta collettiva di una stirpe attraverso i decenni, esplorando temi quali la mortalità, il peso dell’eredità e il ciclo di sacrifici necessario per abbattere un male apparentemente invincibile. La dinamica di gioco alterna la gestione strategica del nucleo familiare tramite menu a sessioni di esplorazione di dungeon a turni. I giocatori devono amministrare con cura l’albero genealogico, decidendo chi destinare al combattimento e chi all’unione con divinità di rango superiore per potenziare i parametri genetici del clan. Nei dungeon, il tempo è una risorsa tiranna: un orologio scandisce il passare dei mesi e, con l’avanzare dell’età, le statistiche dei personaggi declinano inesorabilmente verso la morte. Si viene così a creare un ciclo meccanico ad alta tensione in cui ogni azione deve essere bilanciata con la vita effimera dei protagonisti, spingendo il giocatore a padroneggiare il sistema ereditario. L’impatto di questo titolo ha portato a un remake tecnico su PSP nel 2011, arricchito di nuove divinità, e a un seguito diretto per PlayStation Vita intitolato Oreshika: Tainted Bloodlines. Queste riedizioni hanno fatto conoscere la serie a un pubblico più vasto, preservando le meccaniche di ‘bloodline RPG’ che resero l’originale una gemma del catalogo PlayStation e consolidando l’identità di un’opera capace di integrare il folklore giapponese in sistemi strategici di rara complessità.
Scheda Tecnica
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