Champions: Return to Arms
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Un sequel ricco di contenuti che ha introdotto una morale ramificata e nuove classi, ricordato per il perfezionamento tecnico del motore Snowblind e per un comparto multiplayer online robusto e protetto dagli imbrogli.
Descrizione
Champions: Return to Arms ha rappresentato un distacco significativo dalla progressione lineare del predecessore, introducendo una narrazione ramificata che permette ai giocatori di scegliere tra il sentiero del Bene o quello del Male. Il titolo tenta di reinventare l’esperienza di Champions of Norrath come un action-RPG più denso di contenuti e orientato alla rigiocabilità, aggiungendo nuove razze e una struttura delle missioni non lineare. Rimane un capitolo peculiare che ha allontanato la serie dalla narrazione tipica di ‘EverQuest’ della quinta generazione, virando verso una struttura più flessibile e basata sulle scelte durante l’era PlayStation 2.
Il gameplay ruota attorno ai Piani del Potere e alla ricerca per distruggere o collezionare i frammenti di Innoruuk, il Principe dell’Odio. Questo sequel ha introdotto due nuove classi: lo Sciamano Iksar e il Berserker Vah Shir, oltre alla possibilità di importare personaggi di alto livello dal primo capitolo. Una caratteristica chiave sono le sfide mini-game ‘Medal Rounds’, come cacce al tesoro o modalità sopravvivenza a ondate, che sbloccano modalità segrete e oggetti rari. La struttura delle missioni varia in base all’allineamento scelto; ad esempio, un giocatore ‘Buono’ potrebbe lavorare per chiudere delle falle e prevenire un’inondazione, mentre un giocatore ‘Malvagio’ le distruggerebbe attivamente per causare il caos, offrendo obiettivi tattici distinti sulle medesime mappe.
Lo sviluppo si è concentrato sul perfezionamento del motore Snowblind per eliminare i cali di frame rate che affliggevano il primo titolo, puntando a 60 frame al secondo costanti. Tuttavia, questo motore utilizzava una modalità di output dinamico insolita che alternava tra field-mode (per la fluidità) e frame-mode (per il dettaglio) durante il gameplay. Ciò causava un effetto di ‘tremolio’ verticale su alcune revisioni hardware, in particolare sulla serie SCPH-50000, mentre i modelli più datati come l’SCPH-39001 gestivano il cambio di segnale con maggiore grazia. Gli sviluppatori hanno inoltre dato priorità a un profondo rinnovamento della componente online, introducendo l’host migration e il salvataggio dei personaggi lato server per contrastare il dilagante fenomeno del duping di oggetti e i cheater che avevano compromesso la community del predecessore.
Al momento del lancio, Champions: Return to Arms ha ricevuto un’accoglienza generalmente positiva, con molti elogi alla profondità delle nuove classi e alla natura assuefacente delle Medal Rounds. La stampa specializzata ha lodato la pulizia tecnica e i modelli dei personaggi, sebbene alcuni abbiano notato come la formula hack-and-slash iniziasse a mostrare segni di stanchezza rispetto agli RPG di sesta generazione emergenti. Il riscontro è stato particolarmente forte in Nord America ed Europa, dove è stato considerato l’esperienza definitiva in stile Diablo su console. Sebbene la trama sia stata spesso definita esile, il gioco resta retrospettivamente un apice del genere, ricordato per la profonda personalizzazione e per essere l’iterazione finale e più rifinita del motore Snowblind.
Scheda Tecnica
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