Tōshinden S
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Back Cover
Una rivisitazione ampliata del classico picchiaduro 3D di PlayStation, che arricchisce l’esperienza su Saturn con una modalità storia doppiata e un personaggio esclusivo. Offre un contesto narrativo più profondo rispetto all’originale, pur pagando il prezzo di una veste grafica leggermente meno raffinata.
Descrizione
Tōshinden S (conosciuto in Occidente come Battle Arena Toshinden Remix) rappresenta un porting potenziato dell’originale picchiaduro 3D basato sull’uso di armi, approdato su Sega Saturn verso la fine del 1995. Questo titolo segna un ambizioso tentativo di portare la celebre serie di combattimento 3D di PlayStation sull’hardware Sega. Il roster iniziale conta otto lottatori, tra cui lo spadaccino Eiji Shinjo e il cavaliere Duke B. Rambert, che si scontrano all’interno di arene completamente tridimensionali. A differenza dell’originale per PlayStation, questa versione Saturn introduce una Story Mode dedicata, arricchita da ritratti dei personaggi di alta qualità e da un doppiaggio integrale che approfondisce la lore del gioco. È inoltre presente un boss segreto, Cupido, che funge da personaggio giocabile esclusivo per questa edizione.
Le meccaniche di combattimento ruotano attorno alla capacità di spostarsi lateralmente in uno spazio 3D, una funzione rivoluzionaria per l’epoca che permetteva di schivare i colpi verticali e riposizionarsi durante gli scontri più concitati. L’architettura tecnica sfrutta i chip VDP1 e VDP2 del Saturn per renderizzare i personaggi poligonali e gli sfondi a scorrimento. Sebbene la versione Saturn presenti un’illuminazione e un lavoro sulle texture differenti rispetto alla controparte rivale, essa impiega anche l’effetto di trasparenza “a griglia” tipico della console per alcuni elementi visivi, come ombre ed esplosioni di energia. Il sistema di controllo risulta reattivo, rendendo l’esecuzione delle mosse speciali intuitiva per chi è abituato ai picchiaduro 2D tradizionali, pur operando in un contesto tridimensionale.
All’epoca del lancio, le recensioni sottolinearono come l’aggiunta della Story Mode e del personaggio esclusivo rappresentassero miglioramenti significativi rispetto alla versione originale. Tuttavia, la critica non mancò di osservare come la resa visiva fosse priva di alcuni virtuosismi grafici presenti su PlayStation, in particolare riguardo agli effetti di trasparenza. Oggi, il titolo rimane un capitolo fondamentale dell’era a 32-bit, una testimonianza storica delle “guerre dei porting” e dei complessi adattamenti necessari per piegare l’architettura unica, e spesso ostica, del Saturn.
Scheda Tecnica
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