Devil May Cry 2
デビル メイ クライ 2Un seguito ambizioso e discusso, passato alla storia per la sua struttura a doppio disco e l’introduzione di meccaniche di movimento che hanno gettato le basi per l’evoluzione futura del franchise.
Descrizione
Devil May Cry 2 è stato un seguito atteso, ma capace di dividere profondamente l’opinione pubblica rispetto al titolo seminale di Hideki Kamiya. Sviluppato da un team interno a Capcom completamente nuovo, questo capitolo segna una svolta radicale nella direzione creativa della saga, abbandonando l’atmosfera claustrofobica e gotica di Mallet Island in favore di scenari urbani di ampio respiro. Per l’archivista, rimane un punto di snodo fondamentale, testimonianza di una fase sperimentale in cui Capcom tentò di rendere il genere “Stylish Action” più accessibile al grande pubblico, innescando involontariamente un acceso dibattito nella community sul bilanciamento e la profondità del sistema di gioco.
L’esperienza è suddivisa in due campagne distinte, che vedono come protagonisti un Dante più stoico e maturo e Lucia, un’agile protettrice di Dumary Island. Distanziandosi dal focus del primo capitolo sulla gestione serrata del combattimento ibrido, Devil May Cry 2 introduce opzioni di movimento inedite come la corsa sui muri, le evoluzioni aeree e un tasto dedicato alla schivata. Anche il sistema del “Devil Trigger” è stato rivisto, permettendo di personalizzare la forma demoniaca tramite l’uso di “Amuleti” che alterano le proprietà elementali e le abilità di volo. Tali novità sono state tuttavia oscurate da un’enfasi eccessiva sul combattimento dalla distanza, che molti hanno trovato meno gratificante rispetto alle complesse combo corpo a corpo del predecessore.
Si è trattato di una produzione imponente che ha spinto i limiti tecnologici dell’epoca, distribuita su due DVD-ROM separati, uno per ciascun personaggio. Il motore grafico predilige ampi spazi aperti e presenta un sistema di telecamera nettamente migliorato per contrastare le lacune del primo episodio. Il gioco gestisce scontri con boss di dimensioni titaniche, come il colossale Argosax, mantenendo una fluidità di 60 fotogrammi al secondo, standard tecnico irrinunciabile per un action frenetico. La colonna sonora vira su sonorità industriali ed elettroniche, adattandosi perfettamente al setting moderno e desolato.
Nonostante il successo commerciale, Devil May Cry 2 accolse recensioni contrastanti. Se da un lato vennero lodati l’estetica e l’introduzione di Lucia, dall’altro la critica stroncò l’abbassamento del livello di sfida e l’intelligenza artificiale poco aggressiva dei nemici. La percezione dei giocatori fu polarizzata: i neofiti apprezzarono la curva di apprendimento permissiva e il taglio cinematografico, mentre i veterani riscontrarono una mancanza di incisività rispetto alla visione originale. Oggi, questo titolo è ricordato come la pecora nera della serie, pur avendo introdotto meccaniche cruciali come lo scambio rapido delle armi e movimenti in stile Gunslinger, poi perfezionati nel celebrato Devil May Cry 3: Dante’s Awakening.
Scheda Tecnica
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