The Elder Scrolls III: Morrowind (Game of the Year Edition)
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Un GDR open-world monumentale e di riferimento, ricordato per aver trasposto con successo una complessa esperienza PC su console domestica e per aver gettato le basi per i moderni titoli Bethesda. Questa edizione definitiva include il gioco base e due espansioni.
Descrizione
The Elder Scrolls III: Morrowind (Game of the Year Edition) ruota attorno a una complessa profezia e a giochi di potere politici sull’isola vulcanica e aliena di Vvardenfell. I giocatori approdano sull’isola come prigionieri appena liberati, con il compito di muoversi tra ambienti ostili, usanze locali bizzarre e gilde rivali per far luce sulla reincarnazione di un eroe leggendario. Sei libero di seguire la trama principale dettata dalla profezia o di ignorarla completamente per tracciare il tuo cammino. L’ambientazione rifiuta categoricamente i tropi del fantasy medievale tradizionale, preferendo foreste di funghi titanici, gigantesche meduse fluttuanti e tempeste di cenere che oscurano la vista. Questa particolare edizione comprende il gioco base insieme a due espansioni mastodontiche, che aggiungono la città meccanica di Mournhold e Solstheim, l’isola innevata e infestata dai lupi mannari, alla mappa esplorabile.
Le meccaniche di gioco poggiano su un sistema di abilità totalmente aperto e agnostico rispetto alla classe, dove le azioni fisiche determinano in modo rigoroso la progressione del personaggio. I giocatori devono materialmente vibrare fendenti o lanciare incantesimi per incrementare la propria competenza in specifiche discipline. Il gioco è noto per la totale assenza di indicatori di obiettivo o sistemi di viaggio rapido, costringendo il giocatore a consultare diari cartacei dettagliati e a interrogare i personaggi non giocanti per ottenere indicazioni stradali verbali per orientarsi nel mondo.
Il porting per Xbox è un reperto storico affascinante, un vero banco di prova per l’ottimizzazione hardware. Poiché l’immenso titolo PC doveva girare sui 64MB di memoria unificata della console, Bethesda implementò un sistema occulto per cui l’hardware effettuava un riavvio silente durante le schermate di caricamento prolungate, svuotando così la cache. Di conseguenza, le prestazioni sono spesso instabili, il frame rate crolla regolarmente durante i combattimenti e l’espansione del file di salvataggio dopo centinaia di ore di gioco può portare a tempi di caricamento estenuanti.
Al momento del lancio, la GOTY edition di Morrowind ottenne un plauso universale, lodata per offrire centinaia di ore di esplorazione libera e senza eguali al prezzo di un singolo disco. La critica dell’epoca puntò il dito contro le meccaniche di combattimento legate a lanci di dadi decisamente macchinosi e contro le severe lacune tecniche. Ricordo ancora la frustrazione di sopportare minuti di caricamento solo per uscire da un edificio, per poi rimanere totalmente rapito dal panorama alieno che mi attendeva fuori. Oggi, il titolo viene ricordato per offrire una simulazione immersiva e intransigente che ha influenzato profondamente i suoi successori, The Elder Scrolls IV: Oblivion e The Elder Scrolls V: Skyrim. È celebrato per il suo lore profondo e la narrazione ambientale, mantenendo uno zoccolo duro di appassionati che lo contrappongono ai titoli moderni, troppo dipendenti dalla navigazione tramite waypoint. Un’esperienza profondamente atmosferica che richiede pazienza e premia l’esplorazione meticolosa.
Scheda Tecnica
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