Smash Cars
Un racing game RC imperniato sulla fisica che sacrifica il comparto visivo in favore di sospensioni dinamiche e pericoli interattivi, ricordato per il suo senso delle proporzioni unico e come precursore di una fortunata transizione verso il PlayStation Network.
Descrizione
Smash Cars punta tutto su un’esperienza fuoristrada basata sulla fisica. Originariamente intitolato RC Cars, i porting per PlayStation vennero ribattezzati, incluso il titolo Buggy Grand Prix: Kattobi! Dai-Sakusen per il mercato nipponico. Questo titolo resta un esperimento peculiare, capace di allontanare la serie dai tracciati sterili dei tipici giochi di modellismo radiocomandato per abbracciare scenari reali e interattivi. Questa specifica copia presenta una copertina dedicata al mercato australiano con un codice a barre differente, ma conserva la classificazione PEGI stampata, che richiese l’applicazione di un adesivo correttivo dell’ultimo minuto a causa di una classificazione locale tardiva. Sembra inoltre che il codice a barre originale fosse errato. Affascinante!
Il fulcro del gioco è correre con buggy radiocomandati in svariate location vacanziere, come spiagge mediterranee e moli. A differenza della guida rigida di molti titoli dell’epoca, questo gioco introdusse un modello di sospensioni ‘rimbalzante’ che catturava con efficacia il baricentro alto dei veri veicoli RC. Una caratteristica fondamentale è l’integrazione di ostacoli umani: i piloti devono destreggiarsi tra pedoni giganti, cani e bagnanti che possono inavvertitamente calciare o calpestare le minuscole vetture. La struttura si articola attorno a un campionato a livelli, dove si guadagna denaro per acquistare potenziamenti del motore e telai più resistenti, affiancato da una ‘Stunt Mode’ che premia le evoluzioni aeree come testacoda e avvitamenti.
Sotto il profilo tecnico, lo sviluppo curato da Creat Studios (con sede in Russia) si distinse per l’uso di un motore fisico sorprendentemente solido per una produzione budget. Sebbene in anteprima fosse prevista una fluidità a 60 fps, la versione finale fu limitata a 30 fps stabili per gestire i calcoli complessi delle sospensioni e l’elevata densità di detriti interattivi lungo i circuiti. Uno degli ostacoli principali fu proprio l’interazione ambientale: il motore doveva gestire i ‘micro-collisioni’ con piccoli ciottoli e terreni sconnessi, in grado di deviare realisticamente il peso leggero dei modelli. Questa enfasi sulla fisica comportò tuttavia compromessi grafici, come texture piuttosto semplici e un notevole ‘pop-in’ della vegetazione, difetti che all’epoca fecero apparire il titolo datato nonostante l’uscita nel 2003.
Al lancio, Smash Cars ottenne un’accoglienza contrastante ma generalmente benevola, soprattutto in virtù del prezzo contenuto. La critica lodò il fascino bizzarro del tema RC e la resa efficace delle proporzioni, pur segnalando una manovrabilità ‘nervosa’ che poteva risultare spietata per i neofiti. Il successo fu particolarmente marcato nella regione PAL, dove Metro3D lo propose come alternativa di valore ai titoli di fascia alta. Pur mancando della rifinitura dei rivali tripla A, il titolo è oggi considerato un piccolo cult, ricordato per il suo gameplay fisico e per aver gettato le basi per un remake in alta definizione su PlayStation 3.
Scheda Tecnica
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