Lost Sphear
ロストスフィアAttualmente in possesso della versione europea/francese, sebbene il titolo sia multilingua. Potrei passare alla versione australiana.
Descrizione
Lost Sphear rappresenta il secondo capitolo della trilogia di Tokyo RPG Factory, successore di I Am Setsuna, nato dall’iniziativa di Square Enix di far rivivere l’atmosfera dei JRPG classici degli anni ’90. Il mondo di gioco è minacciato da un fenomeno enigmatico noto come “Lost”, che cancella città, paesaggi e ricordi, trasformandoli in un vuoto candido. Il protagonista, Kanata, scopre di possedere la capacità di ripristinare queste aree perdute attraverso il potere della memoria, intraprendendo un viaggio insieme ai suoi compagni Lumina, Locke e Van per ricostruire il mondo e svelarne l’origine della crisi. Questa tematica richiama alla mente Terranigma di Enix, pur senza raggiungerne le vette narrative. Il sistema di ripristino dei ricordi resta comunque il fulcro sia della narrazione che del gameplay, intrecciando profondamente il tema dell’identità con la progressione del giocatore.
Sotto il profilo meccanico, Lost Sphear evolve il sistema Active Time Battle dei classici Square, integrando un posizionamento dinamico che permette ai personaggi di muoversi durante il combattimento, ottimizzando il raggio d’azione e lo sfruttamento delle debolezze nemiche. Degni di nota sono i “Vulcosuit”, armature meccanizzate che offrono nuove possibilità tattiche e abilità potenziate. Lo stile artistico è pulito e minimalista, intriso di richiami nostalgici che strizzano l’occhio ai GDR dell’era Super Nintendo e PlayStation, pur avvalendosi di un motore grafico 3D moderno.
Sebbene la critica abbia lodato la solidità dei combattimenti e l’ambizione tematica, molti hanno rilevato una certa natura derivativa e una carenza di quella carica emotiva che caratterizzava i modelli d’ispirazione; personalmente, ho riscontrato una certa freddezza nello sviluppo dei personaggi. Il titolo si rivolge principalmente agli estimatori del design JRPG tradizionale. Lost Sphear si inserisce nel tentativo di Tokyo RPG Factory di recuperare l'”età dell’oro” dei giochi di ruolo, con richiami espliciti a capisaldi come Chrono Trigger e Final Fantasy VI, dimostrando quanto sia complesso bilanciare l’omaggio con l’innovazione. La trilogia si concluderà successivamente con Oninaki.
Scheda Tecnica
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