The Getaway
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Un dramma criminale cinematografico open-world, celebre per la riproduzione fotorealistica di Londra, l’assenza totale di un’interfaccia utente e per aver spinto al limite le capacità di streaming hardware di PlayStation 2.
Descrizione
Con The Getaway, Sony Computer Entertainment Europe ha tentato di trasporre su console un vero e proprio film di gangster giocabile, prendendo deliberatamente le distanze dal caos arcade di Grand Theft Auto a favore di un crudo realismo ambientato nell’East End londinese. Sviluppato dal team interno Team Soho e pubblicato alla fine del 2002, il titolo cattura l’estetica criminale Cockney resa celebre da pellicole come Snatch e Get Carter, anteponendo l’immersione narrativa alla libertà tipica dei sandbox. Originariamente previsto come titolo di lancio per PS2, subì un ritardo di due anni per permettere allo studio di ricostruire 16 chilometri quadrati di Londra con un’accuratezza architettonica senza precedenti.
L’esperienza di gioco ruota attorno a una doppia narrazione, divisa tra Mark Hammond, un ex galeotto incastrato e costretto a sottostare agli ordini del boss Charlie Jolson, e Frank Carter, un detective della Flying Squad. L’elemento distintivo del titolo è l’assenza totale di un HUD (Heads-Up Display) su schermo: non esistono barre della salute, contatori di munizioni o mini-mappe. I giocatori vengono guidati a destinazione dalle frecce lampeggianti dei propri veicoli, mentre la salute è rappresentata visivamente dalla zoppia del personaggio o dalle macchie di sangue sui vestiti; il recupero richiede di appoggiarsi fisicamente a una parete per riprendere fiato. A differenza di Grand Theft Auto III, i veicoli in The Getaway sono su licenza ufficiale, con modelli reali di Lexus, Nissan e Vauxhall, caratterizzati da un sistema di danni e una fisica punitiva.
Tecnicamente, il gioco poggiava su un motore proprietario capace di trasmettere costantemente geometrie 3D e texture ad alta risoluzione direttamente dal DVD, permettendo di attraversare l’intera mappa senza schermate di caricamento, un traguardo rivoluzionario per il 2002. Un altro vanto fu l’uso pionieristico del motion capture per volti, corpi e voci di più attori simultaneamente, conferendo una gravitas teatrale alle sequenze animate. Tuttavia, tale ambizione ha pesato sul sistema di controllo, spesso criticato per la sua rigidità e una telecamera ostica. Il titolo è noto anche per una controversia legale: le prime stampe PAL includevano un furgone di British Telecom (BT) che Hammond doveva rubare; minacciata di azioni legali, Sony fu costretta a sostituire furtivamente il mezzo con un generico Ford Transit bianco nelle tirature successive.
Al lancio, The Getaway divise la critica: lodato per l’audacia estetica, fu duramente contestato per la legnosità dell’esecuzione. Sebbene il doppiaggio, la sceneggiatura matura e la ricostruzione certosina di Londra siano stati universalmente celebrati, i limiti di tempo brutali e il sistema di coperture macchinoso resero l’esperienza frustrante per molti. Il successo commerciale in Europa e Australia fu comunque notevole. Oggi viene ricordato come un esperimento ambizioso e imperfetto, che ha spianato la strada ai titoli cinematografici delle generazioni successive, con il regista Brendan McNamara che avrebbe poi applicato la stessa filosofia di design in L.A. Noire.
Scheda Tecnica
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